Dopo essersi formata in arti applicate alla scuola Olivier de Serres di Parigi, Marion Chopineau ha sviluppato un percorso creativo a cavallo tra il design tessile e la ricerca formale. Collabora con grandi case di moda, per le quali disegna ricami, accessori e progetti sperimentali, pur portando avanti un lavoro personale incentrato sulla trasformazione dei saperi artigianali.
Il suo approccio si basa sull’ibridazione delle tecniche: vimini, macramè, maglia o modellaggio si incontrano in creazioni in cui il tessuto diventa struttura. Rielaborando e combinando queste pratiche, elabora un linguaggio plastico unico, al tempo stesso tecnico e sensibile.
La questione del volume è fondamentale nel suo lavoro. Attraverso l'intreccio circolare o la modellatura direttamente sul corpo, crea forme che oscillano tra oggetto, ornamento e architettura. I suoi lavori, costituiti da reti di fili e moduli, evocano costruzioni leggere, quasi immateriali, al confine tra struttura e organico.
Le Parures-Matriochkas proseguono questa ricerca. Realizzate in vetro e fili, si articolano in volumi incastrati, capaci di seguire le forme del corpo o di liberarsene. A metà strada tra gioielleria e vimini, queste opere si basano su tecniche di intreccio ripetitive, inserite in un arco di tempo lungo, dove il gesto diventa processo.
La loro geometria frammentata richiama molteplici riferimenti: strumenti di misura, forme celesti, strutture architettoniche. Questi oggetti evocano al tempo stesso quadranti, sfere o meridiani, inserendo l'opera in una riflessione più ampia sul ciclo, il ritmo e la trasformazione.
Concepiti come architetture indossabili, questi accessori conservano la memoria del corpo pur potendo esistere in modo autonomo. Oscillano tra protezione e ornamento, tra struttura e involucro, affermando una visione del tessuto come spazio di costruzione, al tempo stesso formale e simbolico.