Nel mondo del design contemporaneo e dell'artigianato, Jean-Baptiste Dubois si è costruito, nel corso di poco più di vent'anni, un percorso che unisce la ricerca sui materiali, la progettazione tecnica e la cultura del laboratorio. Un tema centrale è emerso fin dall'inizio: il bambù, non solo come materia prima, ma come terreno di sperimentazione all'incrocio tra ecologia, tecnologia e creatività.
Il suo percorso professionale, però, non è stato affatto lineare. Dopo aver studiato management e marketing alla EDHEC Business School, seguiti da relazioni interculturali e sviluppo all’Università di Lille 3, ha completato la sua formazione con un anno all’estero a Bangkok. Fin da giovane, l’ambito internazionale si è rivelato uno spazio in cui imparare e acquisire una prospettiva più ampia. Il Sud-Est asiatico è diventato addirittura un luogo di immersione prolungata, in particolare nei primi anni 2000, quando ha vissuto tra la popolazione di etnia Karen in Thailandia. Lì ha scoperto i gesti, le usanze e la logica vernacolare del bambù.
Ma è stata un'immagine successiva a segnare una svolta: una tettoia di bambù avvistata in un'installazione di land art sul tetto del MoMA di New York. Da quel momento, il materiale ha smesso di essere solo oggetto di studi etnografici o artigianali; è diventato una possibilità architettonica e uno spazio per l'innovazione.
Nel 2015 ha fondato lo studio Déambulons. Per quasi nove anni ne è stato il direttore e ha creato un team di circa quindici persone. Lo studio è specializzato in doghe di bambù francese e ha costruito un solido portfolio: oltre 850 studi di progetto, di cui più di 200 realizzati in Francia e all’estero. Dall’arredamento alla scenografia, passando per installazioni su misura, l’approccio dello studio ha conquistato architetti, paesaggisti e scenografi, affermandolo gradualmente come leader discreto ma riconosciuto nel campo del design che utilizza materiali bio-based.
Questa competenza gli è valsa diversi riconoscimenti, tra cui premi conferiti dall’Institut Français du Design e dal French Design 100. Oggi, però, Jean-Baptiste Dubois ha cambiato orientamento nel suo lavoro. Con sede a Lione, ora si dedica alla consulenza e alla formazione, fornendo supporto a progetti specializzati nella progettazione di strutture in bambù.
Il suo ruolo si è evoluto: oggi è meno un creatore di oggetti e più un facilitatore di metodi ed esperienze. In linea con questo cambiamento, è anche coinvolto nel progetto «60'000 Rebonds», proseguendo un percorso in cui l'apprendimento, la resilienza e la condivisione delle conoscenze sono al centro dell'attenzione.
Durante questo percorso, che ci ha portato avanti e indietro tra il campo e la strategia, tra l'Asia e l'Europa, e tra lo studio e l'ingegneria, una consapevolezza è rimasta costante: quella di un materiale vivo – il bambù – capace di unire mondi che sembravano distanti anni luce.