Nata oltre sei secoli fa durante il periodo Muromachi, la casa da tè giapponese incarna un’architettura di grande raffinatezza, in cui ogni elemento strutturale contribuisce a creare un’esperienza spaziale e sensoriale unica.
Questo workshop offre un'immersione in questo patrimonio attraverso un obiettivo centrale: la padronanza delle tecniche tradizionali di falegnameria giapponese, tramandate direttamente da un maestro falegname giapponese.
Guidati dall'architetto Masayuki Inaidae e da Akiyoshi Fukushima, entrambi falegnami specializzati nella lavorazione del legno giapponese, i partecipanti scoprono un approccio impegnativo alla lavorazione del legno, basato sulla precisione, sulla logica strutturale e sulla qualità dell'artigianato.
Impareranno a progettare, e persino a costruire, la struttura di una casa da tè senza chiodi, viti o colla, affidandosi esclusivamente all’incastro legno su legno (tsugite/shiguchi), vera chiave dell’elasticità e della durata delle strutture giapponesi. Questa trasmissione diretta sottolinea il rigore del disegno (sumitsuke), la comprensione delle forze strutturali e l'assemblaggio preciso al millimetro. Permette inoltre l'apprendimento delle tecniche tradizionali e la padronanza degli utensili manuali, al centro dell'artigianato giapponese. Oltre all'acquisizione tecnica, la formazione introduce anche i principi fondamentali dell'architettura Sukiya.
Al termine della formazione, il partecipante sarà in grado di:
Il programma di formazione è strutturato attorno a una solida componente pratica. I partecipanti vengono introdotti alla tecnica di tracciatura (Sumitsuke), alle tecniche di falegnameria più avanzate e all'uso preciso di strumenti tradizionali come scalpelli e seghe a mano, prima di affrontare le giunzioni giapponesi essenziali per la costruzione di una struttura Sukiya.
L'apprendimento avviene attraverso la sperimentazione: assemblando i pezzi, apportando successive modifiche e rifinendo con precisione millimetrica. Gradualmente, i pezzi prendono forma e si uniscono per formare una struttura autoportante. Una volta completata, questa struttura viene smontata e riconfigurata in moduli, pronti per essere trasportati e riassemblati altrove.
Questo workshop si basa su un'esperienza immersiva e pratica, incentrata sulla costruzione completa di una struttura per una casa da tè.
Ogni assemblaggio diventa un esercizio di precisione e comprensione strutturale. L'apprendimento avviene attraverso la sperimentazione: assemblando i pezzi, apportando successive modifiche e rifinendo con precisione millimetrica. Gradualmente, i pezzi prendono forma e si uniscono per formare una struttura autoportante. Una volta completata, la struttura viene smontata e riconfigurata in moduli, pronti per essere trasportati e riassemblati altrove. Oltre agli aspetti tecnici, il programma offre uno sguardo sulla filosofia della casa da tè: la creazione di duma (spazio intenzionale), la riduzione all'essenziale e quell'estetica giapponese unica di "bellezza incompiuta", dove l'imperfezione diventa un valore. Questi principi guidano i partecipanti durante tutto il processo, arricchendo sia le loro azioni che la loro prospettiva.
Nota: Il legno utilizzato è un legno locale standard (Francia). Alcune competenze avanzate, come la selezione accurata delle specie o l'analisi approfondita del legno, non sono trattate in questo programma.
Pomeriggio
Mattina e pomeriggio
Mattina e pomeriggio
Mattina e pomeriggio
Mattina e pomeriggio Pomeriggio
L'architetto degli spazi dove il mondo respira
Nato a Osaka nel 1976 e ora residente a Kyoto, Masayuki Inaida non era destinato a diventare uno degli artigiani più singolari dell'architettura sukiya. Laureato alla Doshisha University, ha iniziato la sua carriera nell'industria dei macchinari di precisione, un mondo dove ogni millimetro conta. Ma ben presto, il richiamo del legno, dell’artigianato ancestrale e di un’estetica in armonia con la natura si fece troppo forte. Lasciò l’ingegneria per varcare la soglia di un mondo più tranquillo: quello dell’edilizia tradizionale giapponese.
Nel 2005 è entrato a far parte della Yamanaka Komuten, l’azienda responsabile degli edifici del Daitoku-ji, l’iconico tempio zen di Kyoto. Lì, tra pilastri secolari e padiglioni da tè, ha affinato la sua comprensione del wabi-sabi, del vuoto, della bellezza dell’incompiuto. Casa dopo casa, in Giappone e all’estero, ha scoperto che costruire non significa semplicemente erigere una struttura, ma coltivare uno stato d’animo: quello della presenza attenta al mondo.
Dieci anni dopo, spinto dal desiderio di condividere liberamente l’essenza della sala da tè, ha progettato Kian, una struttura a forma di casa da tè in bambù, trasportabile e assemblabile da una sola persona. Una mossa audace: trasformare tutta la natura in un padiglione da tè. Foreste, fiumi, coste e persino città sono diventati il suo terreno di gioco. Kian ha viaggiato dalla Francia al Regno Unito, dagli Stati Uniti alle montagne giapponesi, creando momenti sospesi in cui il tè è diventato un linguaggio universale.
Negli ultimi anni, Masayuki Inaida ha portato questa fusione tra rituale e paesaggio ancora oltre, organizzando una cerimonia del tè sulla vetta del Monte Fuji, un’esperienza simbolica del legame intimo che cerca di riaccendere tra l’umanità e la natura.
Nel 2022, nel bel mezzo di una pandemia globale, ha costruito Rokkaku-an, una sala da tè nel 1° arrondissement di Parigi. Lo spazio è diventato un rifugio, un luogo di connessione emotiva in un’epoca segnata dalla distanza.
Tre anni dopo, ha supervisionato la ristrutturazione di un ristorante di sushi a Montmartre, dove ha installato un bancone realizzato in legno di hinoki di Yoshino vecchio di 350 anni. Progettato, esportato e assemblato sotto la sua supervisione, questo legno antico incarna la storia dell’artigianato giapponese che desidera rendere visibile al mondo.
Il suo lavoro è stato ampiamente citato dalla stampa giapponese e internazionale.
Oggi, Masayuki Inaida continua a viaggiare tra il Giappone e l’Europa, portando con sé una visione: creare spazi ed esperienze che permettano a tutti di riscoprire un gesto essenziale: quello di essere presenti, a se stessi, agli altri, alla natura.
Il falegname che ascolta il silenzio del legno
Nato nel 1983 a Kyoto, dove ancora oggi vive e lavora, Akiyoshi Fukushima si è avvicinato all’architettura sukiya sin da giovanissimo. A diciotto anni ha scelto questo percorso impegnativo, affascinato dalla semplicità delle case da tè e da un’estetica in cui la bellezza si esprime più attraverso la sobrietà che attraverso l’ostentazione.
Si è formato presso la Taniguchi Komuten, sotto la guida del maestro Taniguchi, erede di Sotoji Nakamura, figura emblematica della carpenteria sukiya durante l’era Shōwa. Per tredici anni, Fukushima ha acquisito ben più che semplici competenze tecniche: ha assorbito una filosofia dell’artigianato, fondata sul rispetto assoluto per i materiali, sulla precisione come disciplina e sull’idea che l’essenziale spesso risiede in ciò che non si vede.
Dopo questo apprendistato, ha avviato la propria attività. Ha poi collaborato con diversi importanti lignaggi Siemoto della cerimonia del tè, partecipando alla costruzione, al restauro e al trasferimento di case da tè in tutto il Giappone. Rimanendo fedele agli attrezzi manuali e alle tecniche tradizionali di falegnameria, cerca soprattutto di rivelare la presenza del legno, la sua consistenza, il suo invecchiamento e la dimensione temporale che rende unici i materiali naturali.
Per Akiyoshi Fukushima, costruire non significa semplicemente assemblare una struttura. Il suo lavoro fa parte di un progetto più ampio: perpetuare uno spirito culturale e progettare spazi in cui poter ritrovare se stessi. La casa da tè, spiega, è un luogo che intrattiene un dialogo silenzioso con chi vi entra. Oggi continua questa missione con coerenza e umiltà: preservare un patrimonio, trasmettere conoscenze e mantenere viva l’architettura delle case da tè come pratica decisamente contemporanea, non un patrimonio immutabile, ma un modo di guardare avanti verso il futuro.
Formation finançable à 100 % par l’AFDAS, ou une prise en charge en partie par d’autres opérateurs tels que le FAFCEA, l’AGEFICE, le FIFPL, l’OPCO EP etc.
Hébergement et restauration compris
Si vous êtes concerné·e·s, nous vous invitons à contacter notre service commercial en amont via « Demande d’information » afin de constituer votre dossier, ou à effectuer directement votre inscription via la page de la formation choisie.
À noter : Pour les candidatures AFDAS, afin de prévenir toute annulation tardive dans un délai de trois semaines avant le début de la formation, Campus Mana se réserve le droit de facturer aux candidats , des frais d’annulation à hauteur de 30 % du coût de la formation. Ces frais correspondent à l’engagement de la place, aux coûts administratifs et matériels engagés, ainsi qu’à l’impossibilité de réattribuer le poste à un autre stagiaire dans des délais suffisants."