Angélique Lefèvre vive e lavora in uno studio a Parigi. Il suo lavoro offre un'interpretazione poetica del mondo contemporaneo, sviluppata attraverso un processo in più fasi.

Grazie alla sua formazione in discipline umanistiche, ha iniziato a interessarsi alle narrazioni e alle storie delle persone. La sua esperienza come antiquaria ha poi affinato la sua visione degli oggetti: dai più comuni a quelli più unici, tutti finiscono per acquisire un valore speciale col passare del tempo. Alla fine ha seguito una formazione come modellista, imparando a trasformare una superficie piana in una forma tridimensionale: un’abilità che ha avuto un impatto duraturo sulla sua pratica artistica.

Il suo lavoro ha attirato subito l'attenzione delle principali case di moda. Sotto la direzione di Leïla Menchari, ha creato oggetti per Hermès da esporre nelle vetrine del 24 di Faubourg Saint-Honoré: borse, animali, elementi architettonici e pasticcini. Ha anche collaborato con Dior a una versione della borsa Lady Dior presentata in una mostra itinerante in Asia, e con Patek Philippe all'orologio da donna Twenty~4.

Lavora anche per Van Cleef & Arpels e Sisley, oltre che per collezionisti privati. Alcuni dei suoi lavori diventano vere e proprie sculture, come una Leica con i baffi, un baule da cabina Louis Vuitton o un busto di Jean Paul Gaultier.

Le sue opere sono state acquisite da collezioni pubbliche, in particolare dal FRAC Normandie nel 2007 con *Jeune fille au MP3*, e dal centro d’arte Galila’s P.O.C. in Belgio nel 2020 con *Madame De I*.
Oggi il suo lavoro si concentra sugli oggetti di uso quotidiano e sui loro imballaggi termoformati. Trasforma queste forme cave in volumi solidi, conferendo loro una nuova presenza. Attraverso questo approccio, esplora i temi del riciclaggio e dell’upcycling nell’arte.

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