A Murano, la leggendaria isola del vetro, alcuni artigiani sembrano quasi nati per creare. Matteo Seguso è uno di questi. Nato a Venezia nel 1973, figlio di Bruno Seguso, a sua volta maestro incisore, Matteo è cresciuto circondato da vetrerie e dal bagliore delle fornaci. Eppure, il suo percorso verso l’arte dell’incisione su vetro è iniziato piuttosto tardi: solo nel 1998, all’età di 25 anni, suo padre gli ha proposto di cimentarsi in questa disciplina. Dal 1° gennaio 1999, ogni giorno si mette al lavoro a sua volta e, in 21 anni, la sua passione non ha fatto che crescere.
Nel laboratorio che ha ereditato da suo padre e dal suo socio Paolo, Matteo trasforma vasi, bicchieri, specchi e oggetti in vetro di ogni forma in vere e proprie opere d’arte. Il suo stile, che unisce l’incisione tradizionale alla tecnica del battuto, ha trovato posto in numerose collezioni private in tutto il mondo. Ma nonostante le sue collaborazioni con prestigiose vetrerie e designer internazionali, il suo legame con Murano rimane intatto.
Il battuto, o vetro «martellato», è al centro del suo lavoro. Questa tecnica, che consiste nel ricoprire la superficie di un oggetto in vetro con motivi regolari o liberi, ricorda l’effetto del rame martellato. Matteo spiega che l’incisione e il battuto sono solo due espressioni diverse della stessa arte, che richiedono gli stessi gesti precisi e l’uso di mole di diverse dimensioni e forme. L’immaginazione e la meticolosità dell’artigiano danno così vita a un oggetto unico, in cui ogni tratto porta la personalità del maestro.
Essere artigiano, per Matteo, significa libertà, creatività, soddisfazione… ma anche impegno e sacrifici. Ricorda con emozione il primo giorno trascorso al tornio sotto lo sguardo attento di suo padre, il primo oggetto che ha realizzato da solo e le sue esperienze internazionali, in particolare negli Stati Uniti, dove ha insegnato la sua arte. Questi ricordi, dice, alimentano ancora oggi la sua passione.
Riconoscuto per la sua serietà e maestria, Matteo Seguso ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali ed è stato insignito del titolo di MAM (Master of Arts and Crafts), un riconoscimento che, secondo lui, simboleggia il frutto del suo instancabile lavoro e della sua costante creatività.
Nel suo laboratorio, ogni pezzo nasce da gesti antichi, precisi, quasi rituali. Sia che parta da disegni e modelli forniti dai suoi clienti o dalla sua collezione personale di schizzi, Matteo modella il vetro con infinita pazienza e inventiva senza limiti. Grazie a lui, il vetro di Murano continua a brillare, non solo per la sua trasparenza, ma anche per l’anima e la passione di chi lo plasma.