Dopo un master in pittura alla Scuola di Arti Decorative di Strasburgo, Pierre-Yves Morel decide di approfondire le sue competenze. Entra alla mitica Scuola Van der Kelen di Bruxelles, dove si forma alla pittura decorativa nella sua forma più rigorosa e virtuosistica. In poco tempo mette in pratica questo savoir-faire: restauro di monumenti civili e religiosi, scenografie per il teatro e il cinema… Accumula esperienze, affina la sua tecnica e amplia il suo repertorio di materiali.
Alla fine del 2018, le sue imitazioni del marmo iniziano a diffondersi e attirano l’attenzione della designer Nel Verbeke. La collaborazione che ne segue per Schloss Hollenegg for Design, quattro nicchie dipinte con finto marmo per il progetto “Architecture of a Tea Ceremony”, segna una prima svolta. Qualche mese dopo, grazie all’interior designer Christophe Gollut, entra a far parte di un’azienda londinese dove si dedica intensamente alla riproduzione del marmo e del legno. A Londra, si susseguono i progetti di interior design con figure di spicco del design come Ben Pentreath, Rose Uniacke, Tomasz Starzewsky, Steven Rodel o Guy Goodfellow. Durante la pandemia, ha spinto ancora più in là la sperimentazione, trasferendo i suoi marmi su vetro egloisato, riprendendo una tecnica antica che ha saputo attualizzare.
Nel 2020, Emilieu Studio e l’École Camondo gli hanno affidato la realizzazione di una collezione di armadietti ispirati ai marmi del sud della Francia per il nuovo campus di Tolone. Due pezzi entrano poi a far parte delle collezioni del Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Lo stesso anno, il Mobilier National lo seleziona per la prima edizione degli Aliénés.
Sulla scia di questo successo, Pierre-Yves ha aperto il suo studio a Bruxelles nel 2021. Qui sviluppa una filosofia ben chiara: rivisitare le tecniche antiche per rivelarne la modernità, mettendole in dialogo con le tematiche del presente. Il suo lavoro viene subito notato da Alberto Cavalli, che lo inserisce nella guida Homo Faber.
Nel 2022 ha collaborato con i designer di BISKT a un progetto sperimentale per Wallonie Design, dando vita a una trave IPN in ceramica dipinta a imitazione del marmo, un’opera esposta nel 2023 alla Fondazione Boghossian. Parallelamente, porta avanti un lavoro di ricerca con il designer Ben Storms sulle variazioni contemporanee della doratura.
L'artista Abdelkader Benchamma lo ha chiamato per realizzare delle opere in marmo dipinto nella nuova stazione della metropolitana di Vitry-sur-Seine, e poi per il suo progetto per il Premio Marcel Duchamp al Centre Pompidou. Nel maggio 2024, Pierre-Yves riceve il premio «Empreinte de l’Année» dai Talents du Luxe.
Le collaborazioni si susseguono: insieme all’arredatore Romain Baty, crea per un appartamento parigino delle finiture inedite: pittura a tempera applicata con la spugna, lacca craquelé, metallizzazione a freddo, intarsio con gusci d’uovo, specchi al nitrato d’argento. Cartier gli commissiona poi cinque pannelli monumentali in intarsio che imita le pietre preziose per una collezione presentata a Stoccolma. Segue poi una residenza alla Villa Albertine di New York, mentre due nuovi pezzi vengono svelati al salone Révélation al Grand Palais.
Nell’ottobre 2025, la sua opera *Arlecchino 2* viene selezionata da Homo Faber per la mostra *Interwoven* a Siviglia. Lo stesso mese, presenta una nuova serie che unisce dorature “selvagge”, fiori in vetro eglomisé e un impianto audio che imita il marmo nel padiglione di Paul Emilieu Marchesseau per la mostra “Les Nouveaux Ensembliers” al Mobilier National.
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