Laureato all'École nationale supérieure des Arts Décoratifs e formato da diversi artigiani, Wilfried Becret lavora all'incrocio tra design, ricerca e artigianato. Sia prototipista che designer, concentra la sua ricerca sui materiali, dando spazio alla sperimentazione, all'immersione sul campo e al dialogo con artigiani, produttori e scienziati. 

Nel suo laboratorio, che è come un laboratorio scientifico, lui studia come trasformare i materiali di scarto industriali, soprattutto quelli che di solito non si riciclano. Lungi dal considerarli rifiuti, li vede come risorse da riclassificare. Studiando le loro proprietà fisiche, estetiche e strutturali, immagina nuovi usi per loro nel design, nell'architettura e nell'arredamento. Il suo approccio, basato su una visione ecosistemica, mette in discussione i cicli di trasformazione, l'origine delle risorse e la possibilità di cortocircuiti tra la produzione industriale e quella artigianale. 

Allo stesso tempo, Wilfried Becret ripensa i gesti e le tradizioni che collegano la materia alla forma. La lavorazione del vetro, la ceramica, la tessitura e la cesteria diventano campi di sperimentazione contemporanea. L'obiettivo non è quello di conservare queste competenze sotto una campana di vetro, ma di confrontarle con le attuali sfide dell'innovazione e dell'eco-design. Ibridazione delle tecniche, trasposizione degli strumenti, reinterpretazione dei processi: il suo lavoro mette in evidenza la capacità delle pratiche artigianali di alimentare la ricerca applicata e contestualizzata.
Un progetto dedicato alla modellatura del vetro fuso illustra questa riflessione sul processo. Di solito invisibili, gli strumenti che determinano la forma e la consistenza degli oggetti sono qui integrati nell'opera finale. Gli stampi in legno, tradizionalmente nascosti, diventano elementi strutturali visibili. L'oggetto conserva così la memoria del gesto e rivela il dialogo tra materiale e strumento, rendendo il processo di fabbricazione una dimensione estetica a sé stante. 

Con un approccio che dice "fai quello che puoi" - usando quello che c'è, le risorse che hai a disposizione e i limiti di oggi - Wilfried spinge per un design che tenga conto della società. Il suo lavoro disegna i contorni di un design più semplice e resistente, dove innovazione, memoria e responsabilità vanno avanti insieme. 

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