A lungo considerata solo una fase preparatoria alla fusione del bronzo, la cera viene oggi riscoperta come un vero e proprio mezzo espressivo artistico. In questo corso, ispirato all’approccio dell’artista Mona Oren, la cera non è più uno strumento di passaggio, ma un materiale finale, espressivo e vivo, capace di incarnare la memoria, il gesto, l’emozione.
Di grande delicatezza, la cera offre una ricchezza plastica unica: organica, sensuale, vulnerabile, si scioglie, si trasforma, si patina, ma conserva sempre l’impronta del lavoro della mano. Composta da sottili miscele di cere animali, vegetali e minerali, può diventare pelle, fiore, respiro o traccia, a seconda delle intenzioni e dei gesti dell’artista. Lavorata in strati sottili, partendo da stampi in gesso, permette di creare forme essenziali e quasi traslucide, che giocano con la luce in un sottile equilibrio tra fragilità e presenza.
Insieme all’artista Mona Oren, questo corso ti invita a esplorare le molteplici sfaccettature della scultura in cera, unendo l’apprendimento tecnico, la riflessione sulla materia e le sperimentazioni plastiche. Ti propone di fare tuo questo singolare mezzo espressivo, di coglierne sia i limiti che le libertà, per sviluppare un linguaggio artistico personale, dove ogni forma rivela la traccia del gesto creativo.
Dopo un’immersione nel raffinato mondo del merletto di Burano, un merletto ad ago di straordinaria finezza, famoso per la ricchezza dei suoi motivi, la precisione della sua esecuzione e il suo radicamento in una tradizione artigianale secolare, Mona Oren ti propone di trasporlo nella tua pratica artistica. I partecipanti ne trarranno ispirazione per creare opere in cera, che reinterpreteranno liberamente sotto il suo sguardo attento e benevolo.
Al termine del corso, il partecipante sarà in grado di:
Incontro con il materiale
pomeriggio
Introduzione alla cera come mezzo di espressione artistica / mattina e pomeriggio
Approfondimento e creazione / mattina e pomeriggio
Approfondimento e creazione / mattina e pomeriggio
La cera come linguaggio sensoriale
Da oltre vent’anni, Mona Oren sviluppa un’opera scultorea unica, radicata nella materia, nel gesto e nel tempo. Sebbene il suo lavoro ricorra spesso al disegno, alla fotografia, al video o all’installazione, è proprio la scultura – e più precisamente la scultura in cera – a costituirne il fulcro.
A differenza della tradizione, che considera la cera un mezzo transitorio, preparatorio alla fusione del bronzo, Mona Oren ne fa un materiale finale, un linguaggio artistico a sé stante, di estrema delicatezza. Sceglie questo materiale per la sua dimensione organica, sensuale, vulnerabile, e per la sua capacità di incarnare l’impermanenza: la cera si scioglie, si trasforma, si patina con il tempo, ma conserva sempre la traccia del gesto e dell’emozione.
Ottenuta da una miscela sottile di cere animali, vegetali e minerali, lavorata secondo processi che ha a lungo perfezionato, la cera diventa tra le sue mani pelle, fiore, respiro, memoria. Ogni opera è costruita a strati sottilissimi, partendo da stampi in silicone, gesso o resina, fino a raggiungere spessori minimi, a volte di appena uno o due millimetri. Il risultato: forme essenziali, quasi traslucide, che catturano la luce e lo sguardo in un gioco costante tra forza e fragilità.
Vincitrice del Premio Liliane Bettencourt per «l’intelligenza della mano®» nel 2018, Mona Oren si afferma come una scultrice contemporanea, a cavallo tra arte, artigianato e ricerca. Da diversi anni conduce un’approfondita esplorazione della cera bianca, con un’esigenza di precisione e un’attenzione quasi alchemica alle reazioni della materia. Questo lavoro di approfondimento l’ha portata di recente in Giappone, durante le residenze alla Villa Kujoyama nel 2022 e poi nel 2025, dove ha scoperto la cera vegetale Hazé ricavata dagli alberi da sego. Affascinata dalla sua delicatezza e dalle affinità tra i gesti artigianali giapponesi e la sua pratica, oggi porta avanti lì una nuova fase di ricerca, integrando anche altri materiali come la cera di riso, la carta Washi o l’inchiostro Sumi.
Nel corso degli anni, la sua pratica si è evoluta da un’ispirazione inizialmente alimentata dalla natura e dal mondo vegetale verso un’espressione più astratta e introspettiva, in cui si intrecciano simbolismo, pudore, sensualità e umorismo discreto. Ogni opera diventa un frammento di storia, una traccia sensibile dell’effimero, che l’artista mette in scena in installazioni, fotografie o video, giocando sulle trasposizioni di scala e temporalità.
Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre, in Francia e all’estero. Collabora inoltre con maison di lusso come Guerlain, Dior o Chaumet e porta avanti un’attività di trasmissione, che per lei è fondamentale: forma apprendisti nel suo atelier, insegna agli Ateliers Terre & Feu a Parigi e tiene regolarmente workshop in scuole e istituzioni prestigiose.
Con un’opera al tempo stesso esigente e poetica, Mona Oren scolpisce la cera come si scrive una poesia: a strati sottili, tra silenzi e luci. Esplora la tensione tra ciò che svanisce e ciò che rimane, trasformando questa materia instabile in un vero e proprio mezzo espressivo della memoria, del sensibile e del vivente.
Training 100% financeable by AFDAS, or partially covered by AGEFICE.
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This program is for affiliated or registered artists and authors, as well as performing arts professionals working on a freelance basis.
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